Multimedia reporter

A caccia di uno stage. Anche gratis

Il SOLE-24ORE, pubblicato il 21 aprile 2010

Un documentarista freelance di Brooklyn è tornato dall’India a febbraio con venti ore di interviste filmate. Disperato, ha confidato a un amico che servono mesi per trascriverle. “E che problema c’e’?” gli ha detto lui. “Assumi degli stagisti che lavorano una decina di ore alla settimana”.

Il trentanovenne signor Jonathan Krabbe all’ora di pranzo ha messo un annuncio sul popolare sito di inserzioni Craigslist.com ed e’ uscito a fare quattro passi.

“Incredibile,” racconta Krabbe, “quando sono tornato ero sommerso dalle e-mail”.

Venti messaggi nelle prime 24 ore, e dopo due giorni erano saliti a 52. Così, il signor Krabbe, dopo una serie di colloqui, ha assoldato non un paio, ma una task-force di stagisti, chiedendo un impegno non retribuito e per corrispondenza di circa dieci ore a settimana.

Adesso una casalinga quarantenne di Seattle è al lavoro per trovare sponsor. Un dottorando in neurologia di fede mormona sta cercando evoluzionisti e filosofi da intervistare. Una studentessa del college artistico Pratt a Brooklyn è a caccia di qualcuno che prepari un’animazione per il trailer. Una trentenne con esperienza in documentari a carattere naturalistico sta masterizzando DVD da distribuire ad altri tirocinanti incaricati delle chilometriche trascrizioni. E c’e’ pure il capo-stagista, il cui compito è coordinare tutti gli altri.

“Questi stagisti sono fantastici,” spiega Krabbe. “Stanno contribuendo al progetto con entusiasmo benché possa promettere loro solo esperienza e un eventuale compenso in caso si venda il documentario”.

Il numero degli stagisti non pagati in America è cresciuto in modo sensibile negli ultimi mesi, secondo il più grande database di tirocini, Internships.com, che segnala un aumento del 28% nel 2009 rispetto al 2008. La stessa tendenza si delinea considerando i dati degli uffici stage di università di primo piano come Stanford, dove quest’anno sono arrivate ben 634 offerte di tirocini da aziende della Silicon Valley, più del triplo di due anni fa. E il fenomeno è fotografato anche in un ampio studio uscito il 5 aprile scorso a cura dell’Economic Policy Institute, un Think tank liberale con sede a Washington.

Le aziende hanno bisogno di manodopera gratuita, specie in un momento in cui hanno dovuto licenziare o comunque non si possono permettere di assumere. Inoltre un numero crescente di neo liberi professionisti o titolari di start-up, che hanno perso il lavoro per la crisi economica, ricorrono agli stagisti senza compenso per massimizzare la produzione senza incidere sui costi, secondo Mason Gates, fondatore di Internships.com, bacheca online in cui sono pubblicate 17mila offerte di stage da parte di 7mila imprese in 70 diversi ambiti.

Ma per rendersi conto del proliferare di questi stage spesso sospetti in start-up talvolta oscure, basta concedersi una passeggiata virtuale su Craigslist.com, edizione New York. Qui, ogni giorno vengono pubblicate dalle quaranta alle settanta offerte di stage. Di cui solo una su dieci segnala tirocini a pagamento, e anche tra questi la chiara indicazione del compenso è frequente come un’eclissi solare.

Le opportunità di lavoro gratis per “stagisti super star”, come vengono battezzati in alcuni annunci, sono variegate: sviluppare una strategia di marketing per una start-up di cioccolato biologico InTheRawChocholate; aumentare il volume di traffico di un sito centrato sulla bellezza femminile chiamato Realbeautyis.com tramite una titolazione più congeniale ai motori di ricerca; scrivere articoli per un blog sulla vita notturna newyorkese come Joonbug.com o promuovere compagnie telefoniche su Twitter per conto di start-up come Socialcord.com.

Gli studenti, sia pure con master e perfino dottorati, si accontentano di uno stage non pagato perché è sempre meglio di essere disoccupati, e in America il tirocinio è ormai il passaggio obbligato per qualsiasi tipo di professione. E poco importa se lo stage non rispetta le norme indicate dal Ministero del Lavoro nel documento Fair Labor Standard Act, secondo cui lo stagista non deve sostituire un lavoratore stipendiato, e soprattutto non deve svolge un compito che produce un “vantaggio immediato” alla compagnia, ovvero aiutare l’impresa a fare profitto.

“Generalmente non è legale chiedere a uno stagista di sbrigare lavori altrimenti assegnati a impiegati assunti,” spiega Jay Zweig, un avvocato dello studio Bryan Cave di Phoenix in Arizona con esperienza ventennale in diritto del lavoro. Benché Zweig precisi esistano alcune eccezioni per studenti impegnati in tirocini che valgono crediti universitari.

Il Ministero del Lavoro dello Stato di New York sta adottando misure per sanzionare aziende che offrono stage illegali, ma si urta con una diffusa reticenza degli stagisti nel riportare casi di abuso: sono preoccupati di cucirsi addosso una fama da piantagrane.

“Masterizzare DVD non è elettrizzante,” spiega Nicole McDonald, 27 anni, una delle stagiste del documentarista Krabbe che sta lavorando gratis per acquisire esperienza nel campo in cui intende specializzarsi. “Eppure Krabbe ci permette di contribuire con le nostre idee alla realizzazione di un documentario, il che è affascinante e fa curriculum”.

Per McDonald, in un mercato occupazionale così asfittico perfino lavorare gratis diventa un’impresa. La competizione è feroce. Negli ultimi due, tre anni a combattere la battaglia degli stage non sono solamente gli studenti, ma anche professionisti disoccupati e sottoccupati con la voglia di cambiare impiego o aggiornarsi.

“Senza uno stage oggi non fai nulla,” fa spallucce Lois DeSocio, 55 anni, una vita da freelance per Newsweek e riviste di moda come Zink e adesso curatrice di un blog del New York Times dopo il tirocinio in redazione. “Mi sono iscritta a una scuola di giornalismo proprio per ottenere un buon stage”.

E in questa lotta per accaparrarsi i tirocini migliori c’e’ anche chi gioca sporco, e si rivolge ad agenzie come la texana Fast-Track Internships: alla modica cifra di $799 aiuta un potenziale stagista a lavorare gratis a tempo pieno.