Multimedia reporter

Business

Addio Cina, le aziende Usa tornano a produrre in patria

LINKIESTA, published December 8, 2012

«Il prossimo anno trasferiremo parte della produzione di computer Mac negli Stati Uniti. Da tempo lavoriamo al progetto, adesso ci siamo quasi. Il cambiamento si materializzerà nel 2013. Ne siamo già molto orgogliosi. Lo avremmo potuto fare più velocemente prevedendo solo l’assemblaggio di una linea di Mac negli Stati Uniti, ma abbiamo lanciato un’operazione di più ampio respiro, più radicale. Investiremo 100 milioni di dollari».

A parlare, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero di Bloomberg Businessweek, è Tim Cook, l’erede di Steve Jobs alla guida della Apple, un’azienda che impiega 598.500 persone negli Stati Uniti (di cui 307.250 in modo diretto e altri 291.250 nell’industria delle applicazioni). E in Cina ha il doppio di impiegati, oltre un milione e 200mila lavoratori.

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Più mani e meno mouse

IL Magazine, published November 16, 2012

Per 18 anni Mark Dwight ha lavorato nella Silicon Valley, in diverse aziende ad alta tecnologia tra cui Cisco Systems. Poi si è trasferito a San Francisco, scegliendo di dedicarsi a un business più affine ai suoi interessi: produrre borse da bicicletta personalizzate. Comprato un capannone nel quartiere industriale Dogpatch, Dwight ha fondato la Rickshaw Bagworks. Oggi chi lo va a trovare nel suo laboratorio spesso lo trova alla macchina da cucire.

«Il carattere artigiano di questa città mi ha sedotto, volevo esserne parte e rinforzarlo», racconta a IL. «Amo toccare le borse che creo, sentire sotto i polpastrelli i materiali. La tela ricavata da bottiglie di plastica, il tweed, il velluto a fiorami».

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Creating Urban Agriculture, One Roof At A Time

THE HUFFINGTON POST, published January 18, 2011

Traditionally, farmers take it easy in the winter. But urban farmer Ben Flanner has never been so busy. He is trying to get more New York rooftops ready to grow new shingles of Sun Gold tomatoes, salad greens, and carrots before the next season begins.

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Baking Dreams Into Real Businesses

THE HUFFINGTON POST, published January 13, 2011

Filled with prune or cherry, Janine Frank’s round, slightly sweet Kolachi pastries could come straight from an old-school Slovakian bakery. And Sherry Rousso’s 2-inch-square vegan treats decorated with gold dust could come from a hip Williamsburg shop.

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Story Pirates: Kids’ Imagination Rules on Stage

THE HUFFINGTON POST, published December 27, 2010

On a recent Saturday afternoon, a group of improvisational comedians performed a collection of brand new stories for children at the Drama Book Shop in Midtown. The tales that the Story Pirates brought to life featured kings, ghosts, and elaborate plots. But the Story Pirates didn’t write them; the authors were kids.

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From Brooklyn to Butare, Rwanda; A Sweet Dream Comes True

THE HUFFINGTON POST, published November 19, 2010

When Jennie Dundas and Alexis Miesen opened Blue Marble Ice Cream in 2007, they wanted it to be bigger than a humble, eco-conscious, all organic ice cream shop in Brooklyn. But they never imagined that their business would lead them halfway around the world to Rwanda, still recovering from the brutal civil war that claimed nearly one million lives.

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Headstone Shop Owner Sells Bread to Improve the Relationship with His Daughter

THE HUFFINGTON POST, published November 11, 2010

As we walked down Graham Avenue in East Williamsburg, we would often pass by a headstone shop that had stacks of bread in the window — certainly an odd combination. Who was behind the idea to sell bread with cemetery headstones.

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Corporate Lay-Off Creates a Boot-Strap Entrepreneur

THE HUFFINGTON POST, published 3 November, 2010

Dana Ostomel was a casualty of the first round of layoffs at Cadbury Schweppes Americas Beverages in November 2007. She took a few months off, got married as planned, and thought about starting a business. Then, in February 2008 she took the plunge.

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Mother Of 4, Laid Off From MTA

THE HUFFINGTON POST, published September 16, 2010

Losing your job is hard enough. It’s even harder if you are a single parent. But what about if you are a single parent, trying to raise four children in one of the most expensive cities in the world?

Sabrina Greenwood is one of nearly 200 subway station booth agents who handed in their badges and uniforms last month, the latest victims of Metropolitan Transit Authority’s (MTA) financial woes, which have resulted in fare increases and reductions in service.

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Laid-Off City Employee, Struggles To Get Health Care For Teenage Daughter

THE HUFFINGTON POST, published July 22, 2010

“A couple of weeks ago I got discouraged,” said Special Terry, a nine-year veteran of the New York City Department of Health and Mental Hygiene. “My daughter said ‘I hope what happened to you doesn’t make you forget about your dreams and aspirations.’”

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Boomerangers: Meet College Grads Who Have Moved Back Home

THE HUFFINGTON POST, published June 22, 2010

In the film Tiny Furniture a 22-year-old girl called Aura returns home to her artist mother in a TriBeCa loft with a useless film theory degree, 357 hits on her YouTube page, and her tail between her legs.

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Dot.com alla newyorkese

IL SOLE-24ORE, pubblicato il 19 maggio 2010

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Dennis Crowley, amministratore delegato del social network più corteggiato del momento, ricorda perfettamente quando ha avuto l’idea da 125 milioni di dollari. Dopo il jogging lungo il fiume Hudson con un dispositivo che registra tragitto e velocità della corsa, ha scaricato i dati sul computer e confrontato la performance con quella dei suoi amici. «In quel momento ho pensato che se c’è competizione anche il jogging diventa più divertente» spiega Crowley. «E ho cercato di trasformare la realtà in un grande videogioco alla Super Mario Bros».
Quattordici mesi dopo, il suo Foursquare, un sito internet e applicazione iPhone a metà tra gioco a premi virtuale, guida cittadina e navigatore per trovare amici, è stato valutato da Yahoo! ben 125 milioni di dollari.
Operativa in oltre cento città al mondo, Foursquare è la stella della Silicon Alley, la galassia delle start-up newyorkesi. I capitali, copiosi nella Silicon Valley e a Boston, sede del Massachusetts Institute of Technology, negli ultimi mesi stanno arrivando sempre più a New York, attratti da giovani businessman di talento che non possono più aspirare a lavori super pagati in banche come Morgan Stanley; manager di Wall Street licenziati a caccia di nuove sfide; e grazie a una città dal carattere innovativo, capace di offrire una serie di agevolazioni alle start-up: uffici a prezzi contenuti, aiuti per acquistare computer e un fondo da nove milioni di dollari.
Il venture capital per le start-up di New York è schizzato a 566 milioni di dollari nel primo trimestre 2010, un incremento del 18,9% rispetto al quarto trimestre del 2009, e 75 imprese hanno ricevuto capitale nel primo trimestre di quest’anno, un 11,9% in più dell’ultimo trimestre 2009, secondo gli ultimi dati di PricewaterhouseCoopers e della National Venture Capital Association. «Benché la Silicon Alley di New York non stia soppiantando la Silicon Valley» spiega AnnaLee Saxenian, ordinaria di imprenditoria tecnologica ed economia regionale all’Università di Barkeley in California, «certamente New York in questo periodo sta brillando, e ha grandi potenzialità».
Crowley, newyorkese, 33 anni e modi da guascone, è il volto della nuova, scintillante Silicon Alley. Ex istruttore di snowboard appassionato di hip hop, dopo il master in Interactive telecommunications alla New York University, ha fondato nel 2004 il servizio Dodgeball, per segnalare agli amici dove ci si trova in città in un dato momento inviando un Sms. Un anno più tardi, Crowley ha venduto Dodgeball a Google, che però ha lasciato sfumare il progetto ritenendolo in fin dei conti troppo macchinoso per poter decollare. Crowley, però, nel marzo 2009 insieme al compagno di master Naveen Selvadurai ha riproposto la formula di Dodgeball in salsa iPhone, incorporando un nuovo ingrediente rivelatosi il tocco vincente: il meccanismo del gioco a premi. Gli iscritti a Foursquare contendono medaglie virtuali ad amici e sconosciuti. C’è un trofeo per chi va in palestra dieci volte alla settimana, un altro per chi mangia fuori in almeno 30 pizzerie diverse in un mese, un altro ancora per chi riesce a trascinare in discoteca 50 persone. E poi c’è’ il bottino più ambito: il più assiduo frequentatore di un locale viene incoronato sindaco virtuale.

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A caccia di uno stage. Anche gratis

Il SOLE-24ORE, pubblicato il 21 aprile 2010

Un documentarista freelance di Brooklyn è tornato dall’India a febbraio con venti ore di interviste filmate. Disperato, ha confidato a un amico che servono mesi per trascriverle. “E che problema c’e’?” gli ha detto lui. “Assumi degli stagisti che lavorano una decina di ore alla settimana”.

Il trentanovenne signor Jonathan Krabbe all’ora di pranzo ha messo un annuncio sul popolare sito di inserzioni Craigslist.com ed e’ uscito a fare quattro passi.

“Incredibile,” racconta Krabbe, “quando sono tornato ero sommerso dalle e-mail”.

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Rare Bookstore, Skyline Books, Closes Doors After 20 Years

DAILY NEWS, published 3 February, 2010

Say goodbye to yet another dusty, musty piece of vanishing Manhattan.

All that’s now left of Skyline Books is a sign in the window reading “End of an Era. Thanks for 20 Great Years.”

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Remittances a pittance: Ecuador feels pain of U.S. economic ills

DAILY NEWS, published 23 June, 2009

Rosa Martinez used to stroll to the local money transfer office in Corona every week to send $200 to her family in Cuenca,Ecuador.

She still goes to the Delgado Travel office, but not to send money. Instead, it is she who collects a little cash from those family members in Cuenca.

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Haitian Remittances Decreasing With Economic Struggle

THE HUFFINGTON POST, published 20 May, 2009

Gertha Brice shielded herself from the rain beneath a narrow awning in East Flatbush. Sunday services had just ended at Zelateurs Union Baptist Church and Brice, in a cheerful pink suit, chatted with fellow Haitian-American parishioners about the less cheerful economy. Next door, an empty Western Union money transfer office stood as a testament to their complaints that a bad economy in New York makes for a dire situation in Haiti.

“Now the money’s gone,” Brice said, prompting nods of agreement. “But of course,” she said, “we send home what we can.”

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Sharing Business Space to Boost Income

DAILY NEWS, published 22 December, 2008

It’s a Saturday afternoon at the Great American Laundromat in the East Tremont section of the Bronx, where Hawa Sidibe has spent the better part of her day.

But she’s not impatiently awaiting the rinse cycle — she’s busy braiding a woman’s hair into neat rows in a makeshift salon the size of a walk-in closet.

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