Multimedia reporter

Lifestyle

Don’t worry, be hippy

IL Magazine, published November 10, 2013

Quando nell’estate del 1967 la scrittrice Joan Didion bazzicava il quartiere Haight-Ashbury, a San Francisco, gli hippie erano dropout, adolescenti e ventenni tormentati, scappati di casa e dal college. Contestavano le norme sociali creando un loro universo parallelo, fatto di amore libero, rock psichedelico, erba e peyotes.

I neohippie, alcuni dei quali si possono incontrare nelle piazze delle protesteanti-status quo, da Zuccotti Park a New York a Boise in Idaho, contestano ancora il materialismo, il consumismo e il denaro come unico metro di valutazione del successo, ma non si accontentano di rifugiarsi nel loro mondo. Cercano di ricostruire la società americana a partire dalle fondamenta. Vogliono ridurre il divario trai pochi sempre più ricchi e una classe media sempre più povera (quello che chiamano il 99% della popolazione). Sollecitano una maggiore attenzione nei confrontidell’ambiente. Sognano un’America piu’ solidale.

“Come i loro predecessori degli anni ’60, i giovani hippie di oggi ascoltanoancora Janis Joplin, Jefferson Airplane e i Grateful Dead, ma frequentano alcuni tra i college più prestigiosi d’America, studiano economia, scienze ambientali, architettura eco-sostenibile. E una volta laureati fondano ONG, si mobilitano, si impegnano a cambiare le cose,” spiega a IL, Oana Dan, ricercatrice di Sociologia all’Università di Harvard e autrice del recente studio The Late-Modern Hippie, a study of cultural choice.

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Harlem Students Dance To An Old Irish Jig

THE HUFFINGTON POST, published March 17, 2011

One To World is a non profit organization that brings Fulbright scholars and other international students to New York City public schools to introduce and explain their native cultures in order to break down prejudices and create cross-cultural understanding. The organization also serves a few private schools as well.

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A Beat Boxing Class For The Blind

THE HUFFINGTON POST, published February 21, 2011

Top New York beatboxers Taylor McFerrin (son of Bobby McFerrin) and Chesney Snow teach blind and visually impaired students at Lavelle School for the Blind how to produce drum beats, rhythms and musical sounds using their mouth, lips, tongue and voice.

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Creating Urban Agriculture, One Roof At A Time

THE HUFFINGTON POST, published January 18, 2011

Traditionally, farmers take it easy in the winter. But urban farmer Ben Flanner has never been so busy. He is trying to get more New York rooftops ready to grow new shingles of Sun Gold tomatoes, salad greens, and carrots before the next season begins.

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Baking Dreams Into Real Businesses

THE HUFFINGTON POST, published January 13, 2011

Filled with prune or cherry, Janine Frank’s round, slightly sweet Kolachi pastries could come straight from an old-school Slovakian bakery. And Sherry Rousso’s 2-inch-square vegan treats decorated with gold dust could come from a hip Williamsburg shop.

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Fixers Collective: Brooklyn Workshop Fosters Art of Repair

THE HUFFINGTON POST, published December 2, 2010

On a recent Thursday evening in a cramped room by the Gowanus canal in Brooklyn, Joe Holdner was fixing a Dutch-style chandelier made in China, David Mahfouda a black umbrella, and Alex Krupnik a metronome that stubbornly refused to tick.

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From Brooklyn to Butare, Rwanda; A Sweet Dream Comes True

THE HUFFINGTON POST, published November 19, 2010

When Jennie Dundas and Alexis Miesen opened Blue Marble Ice Cream in 2007, they wanted it to be bigger than a humble, eco-conscious, all organic ice cream shop in Brooklyn. But they never imagined that their business would lead them halfway around the world to Rwanda, still recovering from the brutal civil war that claimed nearly one million lives.

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Headstone Shop Owner Sells Bread to Improve the Relationship with His Daughter

THE HUFFINGTON POST, published November 11, 2010

As we walked down Graham Avenue in East Williamsburg, we would often pass by a headstone shop that had stacks of bread in the window — certainly an odd combination. Who was behind the idea to sell bread with cemetery headstones.

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Corporate Lay-Off Creates a Boot-Strap Entrepreneur

THE HUFFINGTON POST, published 3 November, 2010

Dana Ostomel was a casualty of the first round of layoffs at Cadbury Schweppes Americas Beverages in November 2007. She took a few months off, got married as planned, and thought about starting a business. Then, in February 2008 she took the plunge.

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Boomerangers: Meet College Grads Who Have Moved Back Home

THE HUFFINGTON POST, published June 22, 2010

In the film Tiny Furniture a 22-year-old girl called Aura returns home to her artist mother in a TriBeCa loft with a useless film theory degree, 357 hits on her YouTube page, and her tail between her legs.

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Dot.com alla newyorkese

IL SOLE-24ORE, pubblicato il 19 maggio 2010

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Dennis Crowley, amministratore delegato del social network più corteggiato del momento, ricorda perfettamente quando ha avuto l’idea da 125 milioni di dollari. Dopo il jogging lungo il fiume Hudson con un dispositivo che registra tragitto e velocità della corsa, ha scaricato i dati sul computer e confrontato la performance con quella dei suoi amici. «In quel momento ho pensato che se c’è competizione anche il jogging diventa più divertente» spiega Crowley. «E ho cercato di trasformare la realtà in un grande videogioco alla Super Mario Bros».
Quattordici mesi dopo, il suo Foursquare, un sito internet e applicazione iPhone a metà tra gioco a premi virtuale, guida cittadina e navigatore per trovare amici, è stato valutato da Yahoo! ben 125 milioni di dollari.
Operativa in oltre cento città al mondo, Foursquare è la stella della Silicon Alley, la galassia delle start-up newyorkesi. I capitali, copiosi nella Silicon Valley e a Boston, sede del Massachusetts Institute of Technology, negli ultimi mesi stanno arrivando sempre più a New York, attratti da giovani businessman di talento che non possono più aspirare a lavori super pagati in banche come Morgan Stanley; manager di Wall Street licenziati a caccia di nuove sfide; e grazie a una città dal carattere innovativo, capace di offrire una serie di agevolazioni alle start-up: uffici a prezzi contenuti, aiuti per acquistare computer e un fondo da nove milioni di dollari.
Il venture capital per le start-up di New York è schizzato a 566 milioni di dollari nel primo trimestre 2010, un incremento del 18,9% rispetto al quarto trimestre del 2009, e 75 imprese hanno ricevuto capitale nel primo trimestre di quest’anno, un 11,9% in più dell’ultimo trimestre 2009, secondo gli ultimi dati di PricewaterhouseCoopers e della National Venture Capital Association. «Benché la Silicon Alley di New York non stia soppiantando la Silicon Valley» spiega AnnaLee Saxenian, ordinaria di imprenditoria tecnologica ed economia regionale all’Università di Barkeley in California, «certamente New York in questo periodo sta brillando, e ha grandi potenzialità».
Crowley, newyorkese, 33 anni e modi da guascone, è il volto della nuova, scintillante Silicon Alley. Ex istruttore di snowboard appassionato di hip hop, dopo il master in Interactive telecommunications alla New York University, ha fondato nel 2004 il servizio Dodgeball, per segnalare agli amici dove ci si trova in città in un dato momento inviando un Sms. Un anno più tardi, Crowley ha venduto Dodgeball a Google, che però ha lasciato sfumare il progetto ritenendolo in fin dei conti troppo macchinoso per poter decollare. Crowley, però, nel marzo 2009 insieme al compagno di master Naveen Selvadurai ha riproposto la formula di Dodgeball in salsa iPhone, incorporando un nuovo ingrediente rivelatosi il tocco vincente: il meccanismo del gioco a premi. Gli iscritti a Foursquare contendono medaglie virtuali ad amici e sconosciuti. C’è un trofeo per chi va in palestra dieci volte alla settimana, un altro per chi mangia fuori in almeno 30 pizzerie diverse in un mese, un altro ancora per chi riesce a trascinare in discoteca 50 persone. E poi c’è’ il bottino più ambito: il più assiduo frequentatore di un locale viene incoronato sindaco virtuale.

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A caccia di uno stage. Anche gratis

Il SOLE-24ORE, pubblicato il 21 aprile 2010

Un documentarista freelance di Brooklyn è tornato dall’India a febbraio con venti ore di interviste filmate. Disperato, ha confidato a un amico che servono mesi per trascriverle. “E che problema c’e’?” gli ha detto lui. “Assumi degli stagisti che lavorano una decina di ore alla settimana”.

Il trentanovenne signor Jonathan Krabbe all’ora di pranzo ha messo un annuncio sul popolare sito di inserzioni Craigslist.com ed e’ uscito a fare quattro passi.

“Incredibile,” racconta Krabbe, “quando sono tornato ero sommerso dalle e-mail”.

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Rare Bookstore, Skyline Books, Closes Doors After 20 Years

DAILY NEWS, published 3 February, 2010

Say goodbye to yet another dusty, musty piece of vanishing Manhattan.

All that’s now left of Skyline Books is a sign in the window reading “End of an Era. Thanks for 20 Great Years.”

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I’m Innocent. Just Check My Status on Facebook.

THE NEW YORK TIMES, published 11 November, 2009

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The message on Rodney Bradford’s Facebook page, posted at 11:49 a.m. on Oct. 17, asked where his pancakes were. The words were typed from a computer in his father’s apartment in Harlem. (more…)


Teachers learn write from wrong at this cursive class

THE HUFFINGTON POST, published 6 November, 2009

A group of Brooklyn teachers went back to school this week for some vital retraining. Computer skills? New Math? No, good old-fashioned handwriting.

About 70 educators attended a workshop at Boerum Hill’s PS 261 on Pacific Street on Tuesday organized by Handwriting Without Tears, a national group that hopes to keep handwriting from becoming a lost art in an age of standardized testing and emphasis on keyboard skills.

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Man Is Acquitted in Fake Dynamite Case

THE NEW YORK TIMES – City Room, published 21 October, 2009

A judge on Wednesday acquitted a Brooklyn maintenance worker who was arrested in 2007 for carrying a bundle of fake dynamite he found in the trash.

Ending a bench trial, the judge, Acting Justice Vincent M. Del Giudice of State Supreme Court in Brooklyn, scoffed at prosecutors’ argument that the worker, Robert Lopez, intentionally caused a scare when he sat on his stoop with the theatrical prop.

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Trashy Treasure Leads to Felony False-Bomb Charge

THE NEW YORK TIMES, published 20 May, 2009

Robert’s Version from Damiano Beltrami on Vimeo.

As Robert Lopez tells it, his trouble began nearly two years ago when he plucked a bundle of fake dynamite from the trash in Brooklyn and took it home with plans to turn it into a piggy bank.

Now Mr. Lopez, 38, a career maintenance man with no criminal record beyond a 10-year-old marijuana possession violation, is set to appear in court on Thursday on false-bomb charges that could put him in prison for up to four years.

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A Church Finds Its Radio Voice Again

THE LOCAL (NYT blog), published 9 April, 2009


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From Baghdad via Bronx

DAILY NEWS, published 22 March, 2009

Alaa Majeed begins her day before dawn, going online in her Bronx apartment to read Sunni, Shiite and Kurd newspapers.

In the dark, quiet hours, as the journalist sips Iraqi coffee from a Yankees mug, her thoughts drift back to Baghdad.

“I miss the smell of the streets of Baghdad, the honking of the cars,” Majeed said. “Iraq is in my veins.”
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